A Dublino con tutta la famiglia per imparare l’inglese

A Dublino con tutta la famiglia

A Dublino con tutta la famiglia per imparare l’inglese, ecco il racconto di mamma Antonella che ha vissuto questa esperienza con suo figlio Jacopo, di 9 anni.

A Dublino con tutta la famiglia

Tanti gli aspetti positivi di una vacanza studio per l’intera famiglia, potevamo immaginarlo prima di partire, la nostra vacanza a Dublino ce lo ha definitivamente confermato.
Primo fra tutti il messaggio positivo che pensiamo di aver trasmesso a Jacopo, nostro figlio di 10 anni: nella vita si può sempre migliorare, a qualsiasi età ci si può mettere in gioco, basta volerlo!
La nostra scuola d’inglese ci ha permesso di entrare in contatto con persone di diversa nazionalità, di conoscere meglio, attraverso le discussioni in classe, usi e costumi dei diversi paesi.
Le lezioni, articolate sulla fascia oraria mattiniera, ci hanno lasciato ampio spazio nel pomeriggio per visitare la città di Dublino e per piacevolissime escursioni.
Un ultimo aspetto positivo, come direbbero gli inglesi: “the least but not the last”, è che, ovviamente, ci ha permesso di migliorare la lingua inglese nella pronuncia e nel vocabolario.

Abbiamo contattato diverse scuole per famiglie, la nostra scelta è caduta sulla Frances King School, non solo per il programma dedicato alle famiglie, ma anche per la location, nel centro di Dublino (nella zona di Merrion Square) facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Lo stesso edificio, disposto su più piani, ospita le aule dedicate agli adulti e quelle dei bambini.

E’ bene sapere che genitori e figli non entrano mai in contatto, nemmeno all’intervallo.

La scuola organizza, volendo, le sistemazioni in appartamenti o presso famiglie, le “host families” per dirla in inglese…

Noi abbiamo preferito definire in autonomia la nostra sistemazione, le host families erano ubicate, purtroppo, tutte fuori Dublino a circa 50 minuti di autobus dalla scuola. Ci siamo, pertanto, affidati ad un’Agenzia che affitta appartamenti nella città di Dublino: la Dublin City Apartments che ci ha proposto soluzioni non distanti dalla nostra scuola a prezzi vantaggiosi.

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First day, arrivo e Phonix Park

Arriviamo a Dublino con un volo low cost decollato da Orio al Serio, nella tarda mattinata. Nonostante sia domenica la Dublin city apartments è operativa, lo sono 7 giorni su 7. Le chiavi ci vengono, quindi, immediatamente consegnate e possiamo entrare in casa nel primo pomeriggio. Parnell Street in cui il nostro appartamento è situato, è una via ricca di supermercati, ristoranti e fast food, distante 5 minuti a piedi da O Connel Street, una grande arteria da cui partono numerosi autobus.
Dopo una veloce spesa, ci accingiamo a prendere l’autobus che ci condurrà al Phonix Park, la prima meta del nostro viaggio in Irlanda (N. 10 da O’ Connel St, raggiungibile anche con autobus N. 25,26,46A, 66/66A/66B, 67,69).

Un consiglio: abbiate con voi sempre della moneta, i biglietti si fanno direttamente sull’autobus, ma bisogna inserire i “coins” all’interno di una “scatola”; decisamente più comodi sono gli abbonamenti di 3 o 7 gg acquistabili in aeroporto o presso il rivenditore Dublin Bus in O’Connel Street.

Phonix Park è situato nella zona nord occidentale del centro. Il grande parco si estende per 709 ettari il che ne fa uno dei polmoni verdi urbani più grandi del mondo, la sua estensione mette in ombra i “miseri” 337 ettari di Central Park di New York ed è più grande di tutti i parchi londinesi messi insieme.

E’ un luogo adatto a qualsiasi tipo di attività sportiva: dalla corsa al polo. Il parco fa da cornice alla residenza del Presidente della Repubblica irlandese, a quella dell’ambasciatore statunitense e, cosa che interessa maggiormente al nostro Jacopo, ad un branco di daini/cervi che speriamo di poter avvicinare.
Qui si trova anche lo zoo più antico d’Europa.

All’interno del parco troviamo diversi monumenti: un obelisco alto 63m, il Wellington Monument;
attraversando Chesterfield Ave si incontra l’imponente Papal Cross che segna il punto in cui, nel 1979, Papa Giovanni Paolo II celebrò messa davanti a 1.250.000 persone;  al centro del parco sorge il Phoenix Monument, eretto nel 1747, talmente poco somigliante ad una fenice che viene spesso chiamato “Eagle Monument” (ossia “monumento dell’aquila”).
Il modo migliore per visitare il parco è, vista la sua estensione, quello di prendere a noleggio delle biciclette.

All’entrata del parco, non distante dal Wellington Monument, troviamo il Phoenix Park Bikes che noleggia bicilette per adulti e bambini, in estate è aperto dalle 10.00 alle 20.00, in inverno dalle 10.00 alle 17.00. Decidiamo di tenere le bici per 3 ore ad un prezzo di eur 10,00 cad.

Ovviamente lo scopo della nostra visita è quello di riuscire a vedere il branco di daini/cervi. Dopo un percorso in piano di una ventina di minuti circa, muniti di mappa perché la sensazione è quella di essere un po’ “sperduti”, decidiamo di salire sulla torre Papale. Grazie alla splendida visuale che dall’alta torre Papale si riesce a godere, riusciamo, finalmente, a localizzare il branco. Inforchiamo, nuovamente, le bici e riusciamo a raggiungere i cervi dopo una veloce pedalata di qualche minuto.

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Il branco è composto da qualche decina di magnifici esemplari. Con immensa gioia e sorpresa, Jacopo riesce ad avvicinare qualche cervo che, golosamente, accetta le carote da noi portate. E’ un’esperienza incredibile che dimostra, sin dal nostro primo giorno, quanto questa città sia ricca dal punto di vista naturalistico e rispettosa dell’ambiente.

Stancamente soddisfatti torniamo al Phoenix park bikes per la riconsegna delle biciclette e rientriamo al nostro appartamento.

Ci sentiamo come se avessimo sei anni, domani ci aspetta il nostro primo giorno di scuola!! J

2nd day, Frances King School e Cattedrali

Sveglia di primo mattino: il primo giorno è richiesto l’arrivo a scuola alle ore 8,00, da domani potremo arrivare alle 9,00.
Nella prima ora il personale di segreteria ci accoglie consegnandoci del materiale scolastico ed un tesserino da cui figura l’aula, il nome delle insegnanti ed il livello di appartenenza (formulato sulla base di un test on-line a cui ciascun studente è sottoposto).

La scuola è sviluppata su più piani, al pianterreno ci sono le scrivanie del personale di segreteria che è molto disponibile e suggerisce delle visite/gite settimanali.

Jacopo non si sente a scuola: gli ho raccontato che le attività rivolte ai bambini sono molto ludiche e le lezioni prevedono comunque diverse pause. E’ un bambino socievole a cui piace estendere le proprie amicizie.

Dopo la prima ora in cui le operazioni di segreteria/registrazione vengono espletate, rompiamo finalmente il ghiaccio ed hanno inizio le lezioni.

La lezione non è per nulla monotona: giochi (il nostro “nomi – cose –città e taboo, ovviamente in lingua inglese) si alternano a letture ed analisi di testi, visione di film in lingua e relativa discussione.
Livelli più bassi prevedono, ovviamente, il ripasso delle regole grammaticali e l’interpretazione di alcuni sketch di realtà quotidiana (come ad esempio essere un commesso/cliente che necessita un acquisto), non mancano discussioni relativi ad alcuni fatti di cronaca quotidiana.

Alla classe di Jacopo (starter level) vengono consegnate delle schede che hanno lo scopo di arricchire il vocabolario e approcciare lo studente alle prime regole grammaticali a questi momenti di lezione si alternano numerosi giochi in lingua inglese.

La campanella di fine lezione suona per i genitori alle 12.45, per i bambini alle 13.00. Il personale di segreteria ci suggerisce di trascorrere la nostra pausa pranzo in un piccolo localino (Fudy), distante due minuti a piedi dalla scuola. Qui troviamo panini ed insalate che possono essere composte al momento, secondo i gusti di ciascuno, aggiungendo pollo, salmone, uova, non mancano desserts, gelati e ottime macedonie di frutta fresca. E’ qui che trascorreremo la maggior parte delle nostre pause pranzo.

Decidiamo di dirigerci a piedi verso il centro passando per Merrion Park e St. Stephen Park, il verde qui è abbagliante, gli spazi ampi, i prati molto ben manutenuti, i fiori di mille colori; cigni, gabbiani, paperelle abitano i tanti laghetti di questi parchi, percorsi gioco per i più piccoli…insomma un paradiso per Jacopo, un bel binomio città-natura che abbiamo la possibilità di ammirare e che, ahimè, meno viviamo in Italia.

Purtroppo, o per fortuna, le condizioni meteo qui cambiano repentinamente, è necessario avere con sé sempre ombrellino e kway che, nel tardo pomeriggio sovente abbiamo usato.

Visto il peggioramento delle condizioni metereologiche approfittiamo per la visita delle due principali cattedrali di Dublino: la St. Christ Church Cathedral, il più antico edificio di culto di Dublino e la St. Patrick’s Cathedral che rappresenta da secoli un luogo di preghiera. L’edificio merita una visita anche all’interno, catturano l’attenzione di Jacopo l’albero della rimembranza, creato nel 2014 per commemorare il centenario della prima guerra mondiale, i visitatori possono lasciare un messaggio vicino all’albero per i propri cari colpiti da conflitti; la tomba di Jonathan Swift, autore dei Viaggi di Gulliver ed il “Discovery space”, uno spazio dedicato alla scoperta, dove è possibile cimentarsi in diverse attività interattive come provare a sfregare l’ottone, costruire un modello della cattedrale o riscostruire il puzzle di una delle vetrate. L’edificio può essere esplorato anche attraverso Il tavolo touch-screen.

L’ora della merenda si avvicina, o meglio quella del the che sorseggiamo piacevolmente nel non distante Queen of Tart: un tripudio di cioccolato, torte e dolci uno più bello e buono dell’altro , tappa obbligata se siete a Dublino.

3rd day, la graziosa cittadina di Howth

Proseguono le nostre piacevoli lezioni d’inglese al mattino, oggi mi aspetta il film “The Thruman show” in lingua originale…

Nel pomeriggio, visto il tempo soleggiato che qui è moooolto prezioso, decidiamo di prendere il treno o meglio la DART, un servizio di treni elettrici che parte dalla costa occidentale di Howth fino a Bray a sud della capitale.

La fermata più vicina alla nostra scuola, una decina scarsa di minuti a piedi, è la fermata di Pearse. E’ possibile acquistare comodamente i biglietti all’entrata della stazione, presso i distributori automatici che accettano carte di credito o moneta. La Dart ci condurrà in una ventina di minuti, alla piccola, ma graziosissima cittadina di Howth. Arrivati alla stazione manteniamo la sinistra e scendiamo verso il faro/mare.

Nell’unica stradina che costeggia il porto si susseguono ristoranti e rivenditori di pesce freschissimo. Qui il vero fish and chips da provare almeno una volta!! Le casette sono coloratissime e i fiori cadono dai balconi, regalando un fascino unico e particolarissimo a questo piccolo paesino…

Il vero motivo che ci ha spinto ad Howth è che siamo a “caccia” di foche. Non è per nulla difficile incontrarle: diversi esemplari nuotano e fanno piccole acrobazie in acqua, nell’area del porto. Sono simpaticissime, si lasciano avvicinare, una sembra addirittura che ci faccia l’occhiolino…

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Sul piccolo sentiero che conduce al faro incontriamo un pescatore che ci propone una visita di un’oretta alla vicina isola Ireland’s Eye, come riuscire a dire di no ad una proposta così allettante?? Da sempre ai fuochi d’artificio di ferragosto preferiamo il rumore delle onde del mare, meglio ancora se lontani dalla folla. La barca in 10 minuti di navigazione ci porta alla vicina isola, completamente disabitata, i resti di una chiesetta e di una torre sono gli unici segni di una precedente abitazione. Non c’è molto da fare sull’isola se non godere della stra-bellezza naturalistica, salendo fino al “summit”, il punto più alto dell’isola raggiungibile da un facile e breve sentiero adatto a tutti. Qui i rumori della natura sembrano amplificati: i canti dei gabbiani, il vento, il rumore delle onde. Il nostro Ferragosto alternativo non poteva celebrarsi in un posto migliore.

Riprendiamo la nostra barchetta e torniamo ad Howth, osservando colonie di gabbiani e cormorani che popolano gli scogli.

Nel tardo pomeriggio è previsto il treno che ci porterà a Dublino, i treni sono frequenti ogni 15 minuti circa.

4th day, Museo di Storia Naturale e Castello

Trascorriamo la nostra mattinata presso la Frances King English School, discuteremo del film visto ieri.

Il gruppo di mio marito Danilo ha, invece, ha approfondito gli atroci avvenimenti di cronaca successi il giorno precedente a Barcellona.

Il nostro pomeriggio prevede come prima tappa il Museo di storia naturale, in cui si possono visionare più 2 milioni di scheletri ed animali impagliati provenienti da tutto il mondo.

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Non si può assolutamente non notare lo scheletro della balenottera lunga 20 metri ed appesa al soffitto.

Il museo ci ha piacevolmente colpito interessante soprattutto la sezione dell’Irish room che illustra la fauna irlandese. L’entrata è gratuita, volendo si può dare un’offerta, a testimonianza dell’attenzione che l’Irlanda pone alla cultura rivolta alle famiglie.

La seconda tappa del nostro pomeriggio è prevista presso il Castello di Dublino in Dame Street. Il castello è stato fortemente voluto da re Giovanni d’Inghilterra e, con il tempo, divenne la fortezza più importante d’Irlanda. Le sue trasformazioni negli anni ben rispecchiano le esigenze di una nazione in continua evoluzione. Oggi il castello ospita importanti eventi di stato, compresa la cerimonia di insediamento del Presidente d’Irlanda che avviene ogni sette anni. Si può optare per una visita libera, una visita guidata o con audioguide in lingua italiana. Ci hanno piacevolmente colpito il Corridoio di Stato in cui i lucernai sul soffitto a cupola creano spettacolari giochi di luce con la sequenza di archi.

Un’altra stanza che ci ha piacevolmente sorpreso è stata quella del Salotto con i suoi alti specchi e i ritratti dei Reali. Il Salotto è stato sapientemente restaurato dopo l’incendio che lo aveva distrutto nel 1941; ma la sala più sontuosa, quella che difficilmente dimenticheremo è la Sala di San Patrizio. Il suo arredamento interno è uno dei più importanti del castello, sulle pareti sono appesi gli stendardi dei cavalieri dell’ordine di San Patrizio. Oggi questa sala è la sala cerimoniale più importante ed è utilizzata per eventi di stato esclusivi, come la cerimonia del Presidente d’Irlanda.

5th day, Vichinghi per un giorno

Le nostre lezioni al mattino continuano…con una speciale pausa pranzo!

Proprio di fronte alla nostra scuola abbiamo i giardini di Merrion Square dove oggi si organizza il World Street Food festival: stand gastronomici da ogni parte del mondo. Per una famiglia di italiani non può mancare una pizza margherita e hamburger vegetale, il tutto consumato a gambe incrociate su un morbido tappeto d’erba verde. Centinaia di persone sono sedute per un pic-nic nel parco di Merrion Square, è davvero bello osservare come gli irlandesi “vivono” i propri spazi verdi, sfruttando al massimo le preziose giornate di sole….

Dai giardini di Merrion Square ci trasferiamo al vicino St. Stephen Park per una delle attrattive maggiormente attese da Jacopo: il “Viking Splash Tours”. Si tratta sicuramente del modo più divertente per scoprire Dublino: un tour della durata di 75 minuti su un mezzo che ha tutto l’aspetto di una nave da vichinghi e che è in grado di viaggiare sia su strada che in acqua. Il tour prevede la visita esterna ai principali monumenti di Dublino tra cui: il Trinity College, le Cattedrali, il castello.

Adulti e bambini sono invitati ad indossare il classico cappello da vichingo, una guida (esclusivamente in inglese) inciterà i partecipanti a far spaventare i passanti: uno spasso per i bambini!

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Il tour termina con uno splash a sorpresa che non vi sveliamo!!

Le aspettative di Jacopo non sono state per nulla deluse, ancor oggi ricorda questa giornata come la più divertente di tutto il viaggio! I prezzi sono di 22,00 eur per gli adulti e 12,00 eur per i bambini, è possibile ed anche consigliabile prenotare telefonicamente (+353 1 707 6000).

Abbiamo nostalgia dei sapori italiani, soprattutto Jacopo che è un vero cittadino del mondo, ma quando si parla di cibo è fortemente italiano J

Le guide segnalano il ristorante italiano il Vicoletto in Crow St. nella zona di Temple Bar. Il locale è molto piccolo, pertanto è gradita la prenotazione. Ottima l’ampia scelta di vini, rigorosamente italiani. Se siete a Dublino stanchi di fish and chips, Vi consigliamo vivamente di provare il Vicoletto, non rimarrete di certo delusi.

6th day, Dublin Zoo e Grafton Street Brown Thomas

Ultimo giorno di scuola. Al termine della lezione verrà rilasciato a ciascuno di noi un attestato che illustra il livello dello studente e gli obbiettivi raggiunti.

E’ stata una settimana impegnativa, ma siamo davvero soddisfatti dei nostri risultati, Jacopo compreso.

Con tutta probabilità si tratta di un arrivederci, poiché La Frances King ha anche una sede a Londra.

Nel pomeriggio Jacopo desidera visitare lo zoo che si trova ai margini del Phonix Park. Lo zoo è stato fondato nel 1831 ed è uno dei più antichi del mondo. Ospita 400 animali di 100 specie diverse. Si possono vedere otto habitat distinti che vanno dalla giungla asiatica alla fattoria. All’interno non mancano ristoranti, caffè ed un trenino per andare in giro.

Devo ammettere che ci è sembrato uno zoo di “antica concezione”, spesso gli spazi per gli animali non ci sono sembrati sufficientemente ampi, ad eccezione fatta per l’area dedicata alle giraffe.

L’entusiasmo di un bambino in visita allo zoo rimane sempre molto contagioso!

Terminiamo la nostra giornata con una bella passeggiata in Grafton Street, un’importante arteria pedonale in cui si affacciano numerosi negozi e boutiques.

Già da fine agosto è allestito per il Natale l’ultimo piano del famoso negozio Brown Thomas: alberi di Natale, carillon, palline di ogni colore, uno più bello dell’altro!!

Rientriamo a casa nella prima serata, domani ci aspetta una meravigliosa gita sulla costa organizzata dalla Frances King School.

7th day, Cliffs of Moher and Galway

Ci svegliamo all’alba, la scuola ha organizzato una gita in pullman nella parte occidentale dell’isola. Il ritrovo è fissato poco prima delle sette, è previsto un viaggio di circa tre ore.

Prati di ogni sfumatura di verde non tardano ad arrivare, le tipiche casette irlandesi circondate da greggi di pecore sembrano un quadro, invece sono realtà.

Arrivati a destinazione avremo un’oretta di tempo a disposizione per osservare e passeggiare lungo lo straordinario panorama delle scogliere di Moher, una tra le attrazioni naturali più visitate in Irlanda.

Le scogliere raggiungono un’altezza massima di 214 m e si estendono per 8 km lungo l’oceano atlantico sulla costa occidentale della contea di Clare. Il segreto della formazione delle scogliere risale a 320 milioni di anni fa, quando la zona era molto più calda e si trovava alla foce di un grosso fiume che, durante il tragitto portava con sé fango e sabbia rilasciandoli in questa zona, dove si sono depositati e hanno formato gli strati di roccia visibili oggi.

Le scogliere ospitano una tra le più grandi colonie di nidificazione sulla terraferma in Irlanda, con 35 differenti specie di uccelli e fino a 30.000 coppie nidificanti.

Dalle scogliere è possibile osservare moltissimi uccelli marini come le Fratercule, dette anche pulcinelle di mare.

Un sentiero ben tracciato accoglie il visitatore, si cammina quasi a strapiombo sul mare, bisogna prestare particolarmente attenzione perché il vento è molto, molto forte, ma regala un fascino particolare alla zona.

Mi sono sentita piccola, un minuscolo essere a cospetto di un’immensa e dominate natura.

Abbiamo percorso il sentiero fino ad uno degli speroni rocciosi più alti in cui è situata la torre O’Brian, una torre circolare in pietra, costruita nel 1835, come osservatorio. Dalla torre, da cui si ha una meravigliosa visuale, è possibile osservare le Isole Aran, la Baia di Galway, il complesso montagnoso Maum Turk.

Non dimenticate di fare due giri di corsa intorno alla torre, passando sotto il piccolo arco: la tradizione vuole che porti fortuna!

Tornando verso il pullman abbiamo fatto sosta al centro visitatori, aperto nel 2007 in cui è possibile trovare un’area espositiva delle scogliere, diversi caffè e ristoranti ed un negozio ufficiale di souvenir.

Il nostro accompagnatore ci propone una breve navigazione della durata di 45 minuti/un’ora tra le scogliere.
Un suggerimento: se soffrite il mare, è meglio rinunciare, il vento è davvero molto forte ed il mare “cattivissimo”.

Noi non abbiamo resistito ed il nostro atto di coraggio è stato fortemente ripagato da un paio di splendidi delfini che hanno condiviso un tratto insieme a noi!! Che meraviglia osservare l’armonia con cui saltavano tra le alte onde, attimi che difficilmente dimenticheremo…

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Dopo una breve sosta per un pranzo in un tipico pub abbiamo proceduto verso la piccola, ma molto graziosa cittadina di Galway. Il tempo a disposizione non è stato molto, ma sufficiente per visitare il centro città animato da numerosi artisti di strada. La parte più caratteristica e quella che vi consigliamo di visitare è senz’altro quella vicina al canale.

Anche a Galway ci sono diverse scuole d’inglese, se preferite una cittadina più “raccolta” rispetto alla capitale, Galway potrebbe essere una valida alternativa.

Torniamo al pullman che ci ripoterà a Dublino per l’ora di cena, certi che i panorami assolutamente unici che oggi abbiamo potuto osservare rimarranno scolpiti nella nostra memoria a lungo.

8th and last day, Biblioteca Trinity College and Guinness

Siamo giunti all’ultimo giorno del nostro viaggio, nel tardo pomeriggio un volo low cost ci riporterà in Italia, ma abbiamo ancora quasi un’intera giornata a disposizione!! Siamo un po’ combattuti, tra il tornare a Howth che ci è davvero piaciuta moltissimo oppure far visita alla biblioteca del Trinity College ed alla fabbrica della Guinness….
…Vince la curiosità per i posti nuovi e rinunciamo con malinconia al ritorno ad Howth.

Il Trinity College è la più antica e prestigiosa università irlandese, chi ha visitato Dublino non può essersi lasciato sfuggire una visita al Trinity. Al suo interno si trova un’immensa e prestigiosa biblioteca: la Old library, la più grande biblioteca del paese che ospita più di 4 milioni di libri. Dal 1801 la Old library riceve una copia di ogni libro pubblicato in Gran Bretagna ed in Irlanda, il che rende la collezione tra gli scaffali davvero grandiosa.
Entrare nella gigantesca long room della biblioteca significa ripercorrere la storia della letteratura insieme a Oscar Wilde, Shakespeare, Swift (solo per citarne alcuni) ed anche la storia della filosofia insieme a Platone, Socrate, Aristotele.

La biblioteca è anche stata il set di alcune scene di Harry Potter, i bambini saranno entusiasti di rivivere l’emozione di essere a Hogwarts.

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L’opera più preziosa della biblioteca è il famoso “Book of Kells” manoscritto di quattro Vangeli, scritto in latino e riccamente decorato. In fondo al corridoio della long room il visitatore ha anche la possibilità di osservare la più antica arpa irlandese che costituisce uno dei simboli del paese.

Non puoi dire di essere stato a Dublino senza aver fatto visita al Trinity College, ma non solo, un altro “must” è la visita alla fabbrica della mitica birra Guinness. Una visita a questa fabbrica, facilmente raggiungibile con i bus dal centro, significa conoscere la storia di questa birra, famosa in tutto il mondo, nata più di 250 d’anni fa. Vi suggeriamo di visitare il sito internet ed acquistare i biglietti online, eviterete lunghe code alla biglietteria. La visita è libera, sono a disposizione delle audioguide in lingua italiana. L’edificio si sviluppa su più piani, al piano primo si può conoscere come si produce la birra, come è cambiata la costruzione delle botti nel tempo, al secondo piano troviamo delle sale di degustazione, segnaliamo, inoltre, il 4rto piano dove il visitatore è invitato ad imparare a spillare una birra (da prenotare a parte).

Il punto forte della visita è il Gravity Bar, posto all’ultimo piano della fabbrica, le enormi vetrate permettono, ovunque ci si volti, di godere una vista mozzafiato su Dublino, individuando alcuni dei posti simbolo di questa città (le cattedrali, il Phoenix Park, il Trinity College, l’Aviva Stadium).

Brindiamo con una pinta al nostro meraviglioso viaggio che qui si conclude, certi che il cielo d’Irlanda non ci abbandonerà mai perchè, come cantava la Signora della musica italiana F. Mannoia, “il cielo d’Irlanda si muove con te, il cielo d’Irlanda è dentro di te….”

 

 

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