A Numana nella città delle tartarughe

A Numana nella città delle tartarughe

Si dice che nulla accade per caso e più di una volta mi sono ritrovata a credere fortemente in questo detto.

Proprio in questo triste 2019 che, ahinoi, sarà ricordato per i tanti incendi che hanno devastato la Siberia, l’Amazzonia, l’Africa, viaggiamo con il biglietto per il nostro “tarta_day” in tasca, con la consapevolezza che ciascuno di noi può e deve fare, nel suo piccolo, qualcosa per salvaguardare il nostro ambiente.

A Numana nella città delle tartarughe

Tarta_day è una manifestazione che permette di assistere alla liberazione in mare di tartarughe curate e riabilitate dai biologi dell’ospedale delle tartarughe di Riccione.

Veder tornare la nostra amica, tartaruga Giorgia, nel suo habitat ci ha aiutato a maturare la consapevolezza che tutto ciò che viene fatto a Madre Terra, nel bene e nel male, torna come un boomerang a noi, figli della Terra. Esperienze come queste seminano, infatti, il rispetto per l’ambiente e le specie che lo abitano. Vedere persone, come i biologi della Fondazione Cetacea, pienamente soddisfatte del proprio lavoro e che ogni giorno si adoperano affinché il proprio obbiettivo venga raggiunto, aiuta a maturare l’idea che con l’impegno i sogni si realizzano. Insomma un mix di nobili ingredienti che hanno dato vita ad un Nobile Progetto a cui noi pieni di meraviglia abbiamo assistito.

IL NOSTRO TARTA-DAY A NUMANA, la città delle tartarughe

Il ritrovo è fissato presso il porto di Numana alle ore 15,30. Le famiglie con bambini sono numerosissime e noi non possiamo che esserne felici.

I biglietti si possono acquistare on-line, in questo modo si velocizzano le pratiche pre-imbarco: ci si reca alla biglietteria del porto (non ci si può sbagliare perché la biglietteria è unica) e dietro la presentazione della prenotazione on-line, si ritirano i biglietti necessari per l’imbarco. Il biglietto ha un prezzo di EUR 21,50 ma il 50% del costo viene versato alla Fondazione Cetacea e permette di continuare a coltivare i progetti di recupero di tartarughe, animali preziosi perché sono all’apice della catena alimentare marina, importanti per mantenere l’equilibrio e “pulire” il mare.

Il traghetto lascia il porto di Numana alle ore 16, uno dei passeggeri del nostro traghetto non farà ritorno con noi: si tratta di Giorgia un esemplare di tartaruga carretta carretta che è stato curato per sei mesi dai biologi della fondazione cetacea dopo essere rimasto impigliato in una rete di pescatori.

A Numana nella città delle tartarugheSiamo diretti ad una delle spiagge simbolo della Riviera del Conero: la spiaggia delle Due sorelle, un angolo di pace, raggiungibile solo via mare con traghetti della durata di mezz’ora che partono dal porto di Numana o, per i più sportivi, con canoa (in realtà ci sarebbe un sentiero, ma un’ordinanza comunale ne vieta l’accesso per pericolo frane).

Abbiamo avuto la fortuna di traghettare accanto a Giorgia ed alla biologa che si è presa cura di Lei per sei mesi a cui grandi e piccini hanno potuto porre domande. Tantissime le nostre curiosità che hanno trovato risposta: abbiamo scoperto quanto sono longeve le tartarughe, come distinguerle tra maschi e femmine, di cosa si cibano e le loro abitudini. Prima di essere liberate le tartarughe riabilitate vengono sorvegliate dai biologi per assicurarsi che le stesse siano in grado di cibarsi autonomamente e che eseguano le giuste immersioni, insomma che possano essere in grado di tornare alla vita in mare aperto.

Attracchiamo alla Spiaggia delle Due Sorelle dopo mezz’ora di traghetto, un tempo che, in compagnia di Giorgia, è super-volato. La Spiaggia è un vero paradiso: ciottoli bianchi esaltano ancor più la trasparenza di questo tratto di mare. Non ci sono strutture sulla spiaggia che mantiene un aspetto naturale e selvaggio, quindi è consigliabile portare acqua e provviste in caso di lunga permanenza. Il nome della spiaggia è dato da due scogli gemelli che emergono dal mare limpidissimo, visti da nord assomigliano a due suore in preghiera. Il colore delle acque è quasi “cangiante”: dal verde smeraldo, all’azzurro, al blu intenso, a seconda della profondità del mare e del sole. Giungiamo alla caletta a metà pomeriggio, la striscia di sabbia bianca a cui attracchiamo è completamente all’ombra del monte Conero che sorge sopra la spiaggia.
Questo tratto di mare è stato scelto per liberare le tartarughe sia perché lontano da pericoli, ossia da imbarcazioni contro cui le tartarughe rimesse in libertà potrebbero sbattere, sia per caratteristiche morfologiche: un mare che non essendo digradante facilita l’ingresso delle tartarughe.

I biologi ci suggeriscono di disporci ad anello, i bambini seduti davanti, gli adulti in piedi. Giorgia viene fatta avvicinare, senza ovviamente poter essere toccata, per un ultimo saluto, presto verrà liberata. La nostra amica carretta-carretta viene posta al centro, noi formiamo un cerchio tutt’intorno. Un’atmosfera surreale scende sulla spiaggia, nessuno si muove, ci avvolge un silenzio rotto solo dal rumore delle onde.

A Numana nella città delle tartarugheI primi passi di Giorgia sembrano veloci, quasi fortemente richiamata dalla voce del “suo” mare, poi percepiamo tutta la sua lentezza, quasi ad essere indecisa tra tornare nel suo habitat o rimanere con chi si è presa cura di Lei per molti mesi. “Fai buon viaggio, Amica” è il nostro ultimo pensiero prima che le onde riabbraccino Giorgia, il longevo animale scompare alla nostra vista, un applauso spontaneo è il nostro ultimo saluto, gli occhi che si fanno lucidi. Grazie Giorgia ci hai regalato una forte emozione, un’emozione autentica e semplice, quella che solo la natura è in grado di regalare in maniera del tutto gratuita.

Il pomeriggio si conclude con un bel bagno nelle acque cristalline di questa meravigliosa spiaggia, armati di maschera e pinne ci chiediamo “chissà dove sarà adesso Giorgia…”

Rientriamo alla base a bordo del nostro traghetto, sempre in compagnia dei biologi della Fondazione Cetacei che in 12 anni in questo tratto di costa hanno liberato circa 700 tartarughe.

Ci piace pensare che questi progetti di recupero abbiano rafforzato la fiducia tra le testuggini e l’uomo, tanto che il 30 luglio è stato scoperto a Pesaro, ed è la prima volta che succede a questa latitudine, un nido di tartaruga carretta-carretta. Luciana ha scelto di deporre le sue uova qui ed è la prima volta che una tartaruga carretta-carretta si spinge così a nord. Il nido è stato messo immediatamente in sicurezza, delimitando l’area, ha necessità di una serra per mantenere una temperatura costante tra i 26 e i 31 gradi, in attesa, si spera, della schiusa delle uova. E’ monitorato notte e giorno da più di 100 volontari e collegato ad una telecamera a raggi infrarossi con la Fondazione Cetacea.

Da metà settembre, quindi, se amate la natura collegatevi al sito della fondazione, potreste vivere in diretta la schiusa delle uova. Noi lo faremo e siamo certi sarà un’altra bella emozione!

Per conoscere il calendario dei rilasci: www.traghettatoridelconero.it

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