Dolomiti: il Giro dei 4 passi con i bambini

Dolomiti il Giro dei 4 passi con i bambini

Il suo nome ufficiale sarebbe il Giro Sellaronda, ma ai bambini piace tantissimo ricordarlo come “il giro dei 4 passi” perchè regala il piacere, non secondario, di aver fatto una piccola impresa: ben 4 passi sugli sci, attraversando 3 province – quelle di Bolzano, Belluno e Trento. I passi che si raggiungono in questo itinerario sugli sci sono Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Pordoi, Passo Sella.

Un girotondo di emozioni e un susseguirsi di panorami che ben vale la fatica (alla fine neppure troppa). Noi l’intero giro lo abbiamo percorso in poco meno di 3 ore prendendocela comoda tra soste-foto, soste-ammira-il-paesaggio e qualche sosta per riprendere fiato 🙂

Dolomiti il Giro dei 4 passi con i bambini

Il “Giro dei Quattro Passi” si trova al cospetto delle meravigliose Dolomiti, le montagne diventate patrimonio UNESCO nel 2009. In alcuni tratti del percorso sembra proprio di toccarle, tanto sono vicine e grandiose. Nel nostro giro non siamo stati fortunatissimi dal punto di vista metereologico, la giornata era discreta, non tersa e luminosa. Eppure il panorama era già memorabile, riusciamo solo ad immaginare che spettacolo deve essere fare il giro in una giornata di sole! In ogni caso, il Sellaronda è una delle cose da fare una volta nella vita per chi ama lo sci alpino. Ed è una piccola impresa alla portata anche dei bambini che già si muovono con sicurezza sugli sci, le piste sono per lo più rosse, ampie e ben tenute, con tantissimi rifugi lungo l’itinerario dove fermarsi per bere qualcosa di caldo o semplicemente per una pausa. Una “passeggiata sugli sci” da percorrere senza fretta godendosi l’itinerario, il paesaggio e le discese.

Il Giro in senso orario

Il Giro Sellaronda abbiamo scelto di farlo in senso orario (piste più belle e più soleggiate rispetto al giro in senso antiorario). Seguire il tracciato è facilissimo, sulla cartina è il percorso di colore arancione e lungo le piste le frecce Sellaronda arancioni sono la guida perfetta. Non ci si può sbagliare.

Partenza da Selva di Val Gardena

Siamo partiti da Selva di Val Gardena, prendendo la seggiovia del Costabella in centro a Selva e a due passi dal comodissimo hotel dove soggiornavamo, l’Hotel Aartiz (di fronte agli uffici dove si acquistano gli skipass e accanto ad un comodo noleggio sci).

Abbiamo poi raggiunto la funivia del Dantercëpies che porta al Passo Gardena, e qui abbiamo fatto una prima pausa al Dantercepies Mountain Lounge per goderci il panorama dalla sua terrazza panoramica

Scendendo sulle piste di Colfosco, con la seggiovia del Borest si arriva a Corvara, dopodiché si sale con la cabinovia del Boè per scendere al Passo Campolongo. Qui la sciovia porta al Bec de Roces, dove parte il percorso per Arabba. Arrivati ad Arabba si prende la funivia che porta a Porta Vescovo per sciare giù fino in Pont de Vauz. La seggiovia di Fedom porta poi al Passo Pordoi. Dopo una piccola discesa si raggiunge la seggiovia Lezuo che porta fino al Belvedere. Poi si scia, sempre scendendo, fino a Pian Frataces raggiungendo il Lupo Bianco dove si sale grazie all’ ovovia e seggiovia al Passo Rodella – Passo Sella.

Pausa pranzo con vista

Dolomiti: il Giro dei 4 passi con i bambiniDal Passo Sella scendendo si incontra prima la piccola Baita Sella, in una posizione tranquilla e defilata con una vista magnifica e poco oltre il Rifugio Piz Seteur. Noi, neanche lo avessimo fatto apposta, siamo arrivati giusti per il pranzo, ed è un’esperienza che vi consigliamo caldamente. Già la posizione del rifugio è di tutto rispetto per la sua bellezza: da un lato si ha il Sassolungo e di fronte il Gruppo del Sella. La baita è tutta in legno con grandi finestre che si aprono sul panorama. E poi a guidare la cucina c’è il giovane chef Marc Bernardi che sa raccontare piacevoli storie con ogni suo piatto in cui si mescolano prodotti del territorio e piccole contaminazioni. Assolutamente da provare!

Poi una bella e lunga discesa ci ha riportati a Selva di Val Gardena. A fine giornata, seguendo il giro in senso orario, abbiamo percorso quasi 37 chilometri con un po’ di stanchezza nelle gambe ma tanta soddisfazione e soprattuto magnifici panorami ancora negli occhi. Un ultimo consiglio: il giro merita essere fatto di sabato (non di domenica), quando è più facile trovare meno gente.

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