Valencia con i bambini: il racconto di Antonella

Valencia con i bambini

Valencia con i bambini è una bellissima esperienza, ricca di spunti, divertenti e curiosi per tutti, grandi e piccoli. Qui vi proponiamo il racconto di  Antonella e di come, con suo figlio Jacopo di 9 anni e il marito Danilo, hanno vissuto la città.

Sapevamo che Valencia fosse una città “family-friendly”, il nostro viaggio ce lo ha confermato, anzi le nostre aspettative sono state di gran lunga superate: Valencia con i bambini è un’esperienza da provare! Abbiamo scoperto una città decisamente solare, non solo nel senso letterario del termine, Valencia vanta tempo soleggiato per ben 300 giorni l’anno, ma solare anche nella gente che la abita: sempre disponibile e sorridente.

1° GIORNO: VIAGGIO, LA CATTEDRALE E LA TORRE DEL MIGUELETE, IL MARE

Valencia con i bambini. Scegliamo l’inizio di giugno per partire, le scuole non sono ancora finite, ma le lezioni per un giorno si possono saltare, i programmi scolastici sono ormai giunti al termine ed a Jacopo, nostro figlio di 9 anni, di certo non dispiace l’idea…
Il nostro volo low-cost decolla dall’aeroporto di Orio al Serio (BG) all’alba del 3 giugno.
In meno di 2 ore raggiungeremo la nostra destinazione. Da quando Jacopo è nato preferiamo soggiornare in appartamento, piuttosto che in albergo, sia per un’ovvia ragione di costi più abbordabili, sia per una ragione di spazi, decisamente più ampi in una casa rispetto ad una stanza di albergo. Questa volta ci affidiamo al circuito internazionale way to stay che offre un’ampia scelta di appartamenti di qualità. Il sito è facilmente consultabile: è sufficiente selezionare il periodo in cui si vuole partire ed il numero di persone che occuperanno l’appartamento. Scegliamo sulla base delle fotografie, delle valutazioni e della posizione, una casa non lontana dal centro, ma in una zona tranquilla.  Al nostro arrivo in aeroporto a Valencia ci aspetta il nostro taxi, tutto perfettamente organizzato da waytostay. Arriviamo poco dopo mezzogiorno in appartamento, un impiegato della waytostay ci apre casa e ci fornisce alcune indicazioni e suggerimenti circa come muoversi e cosa visitare in città. Ci dirigiamo a piedi verso il centro che, dal nostro appartamento, dista circa 10/15 minuti. Non abbiamo ancora un gran senso dell’orientamento e, per caso, capitiamo nel famoso mercato di Valencia, un bellissimo esempio di modernismo spagnolo, al suo interno ci sono più di mille bancarelle: un tripudio di colori, gente, profumi. In vendita i famosi prosciutti iberici, la frutta, ma la sezione più importante è quella riservata al pesce, freschissimo. Molti spagnoli trascorrono la propria pausa pranzo qui dove si può consumare un pasto veloce.

Valencia con i bambini mercato

Dopo la breve e non prevista visita al mercato, raggiungiamo il fulcro, l’emblema della città di Valencia: la torre del Miguelete, posta accanto alla Cattedrale, non facente parte della stessa, ma una torre, cosa insolita, a sé stante. Decidiamo di iniziare da qui la nostra visita alla città: saliamo i 207 gradini di una scala a chiocciola stretta e tortuosa che ci condurranno in cima. La vista è fantastica: dalle viuzze del centro fino alla distesa del mare Mediterraneo. L’unico a non avere il fiatone è Jacopo.
La torre deve il suo nome a “Miguel”, una delle campane posta in cima alla piattaforma, fatta in ghisa, è ancora oggi, nel suo genere, una delle più grandi di tutta la Spagna. Siamo tutti un po’ stanchi, un po’ per la “levataccia”, un po’ per i 207 gradini, decidiamo, pertanto, di concludere il nostro pomeriggio a bordo del Valencia bus turistic, che offre la scelta di 2 itinerari: “Valencia marittima” e “Valencia storica”, scegliamo il biglietto della durata di 48 ore, in modo da poterlo usufruire anche il giorno successivo. Si può scendere e salire dal bus secondo le proprie preferenze a delle fermate ben segnalate. Una volta saliti, vengono fornite delle cuffiette, attraverso le quali si può ascoltare una breve descrizione di ciò che viene visto lungo il tragitto, è sufficiente selezionare la propria lingua di appartenenza. Decidiamo di arrivare fino al mare, anche per alternare alla fatica un po’ di riposo.

Valencia con i bambini bus

Ci sorprendono gli ampi spazi, le lunghe spiagge, le attrezzature sportive a disposizione di tutti sul lungo mare e la trasparenza dell’acqua. Ci pentiamo di non aver portato il costume, qui già si fa il bagno anche se siamo solo ad inizio giugno. Decidiamo di cenare in uno dei tanti ristorantini posti sul lungomare, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, scegliere il menu è molto più semplice del locale: non potremo dire di aver visitato Valencia, senza aver assaggiato la sua mitica paella e bevuto sangria. E già alla fine di questa prima giornata abbiamo la conferma che Valencia con i bambini è perfetta.

2° GIORNO: L’OCEANOGRAFIC

Questo è il giorno che Jacopo aspettava da tempo, il giorno dell’Oceanografico, il giorno dell’acquario più grande d’Europa: oltre 500 specie marine.
Il mondo sottomarino è suddiviso in aree tematiche, il primo che abbiamo incontrato è l’ecosistema del Mar Mediterraneo; molto particolare la cupola in cui si può entrare a “gattoni” per ritrovarsi circondati da acqua e da centinaia di pesci.
L’edificio successivo è quello delle acque tropicali con il suo tunnel lungo ben 70 mt in cui è possibile passeggiare circondati da centinaia di pesci colorati. Ci ha particolarmente colpito anche l’uccelliera posta all’esterno con i suoi bellissimi uccelli colorati. Vicino all’uccelliera troviamo un laghetto che ospita papere, pellicani, cigni. Altre zone che ricorderemo con simpatia sono quelle dell’Antartico con i suoi pinguini che giocano in un’area che riproduce il loro habitat tra rocce ed acqua e la zona dell’Artico con le adorabili foche e cuccioli di foca. Qui, per la prima volta nella nostra vita, abbiamo potuto osservare la maestosità del nuoto delle bianche belughe. Impresso nella nostra memoria rimarrà il tunnel dell’Oceano Atlantico con gli squali che nuotavano sopra le nostre teste e lo spettacolo dei delfini a cui abbiamo piacevolmente assistito e che si tiene ogni giorno nella grande arena. L’Oceanografic è rimasto, a distanza di tempo, l’attrazione di Valencia che Jacopo ha preferito e che ricorda in ogni dettaglio, insomma un “must”, una tappa obbligata, se si visita Valencia con i bambini. Nel pomeriggio siamo tornati al mare per un aperitivo. Abbiamo scelto il bar Panorama con la sua bellissima terrazza sul mare. E’ la fine di un altro giorno, il sole tramonta, ma domani ci aspetta un’altra splendida giornata, sempre all’insegna dell’imparare viaggiando…

Valencia con i bambini tunnel

3° GIORNO: IL MUSEO PRINCIPE FELIPE

Se volete scoprire e sperimentare divertendovi insieme ai Vostri piccoli, non potete non visitare il Museo della scienza principe Felipe. Il museo, progettato dall’architetto Calatrava, fa parte di un complesso tra i più moderni, chiamato la città delle arti e della Scienza. Una struttura che colpisce già dall’esterno: molto vasta ed ultra-moderna, circondata da oltre 13.500 metri quadri di specchi d’acqua. Questo non è un museo tradizionale, è un museo pensato per bambini curiosi ed animati da un forte interesse per la scienza, qui è impossibile restare passivi, infatti il suo motto è: “è vietato non toccare, non sentire, non pensare”.  All’interno il museo è diviso in 3 piani, alcuni dedicati a mostre permanenti, in questo mondo interattivo è possibile fare di tutto: al primo piano ci si può mettere alla prova con semplici esperimenti di fisica e meccanica ad esempio è possibile sperimentare la propria forza e sfidare i bambini a chi ha la spinta più forte, sperimentare la potenza del salto, sperimentare suoni, persino vedere schiudersi i pulcini nella grande incubatrice. Per i più piccoli, ma anche Jacopo ha voluto accederVi, c’è “L’Espai dels Xiquets”, del tutto simile alla città dei bambini di Genova: un grande spazio, al centro del quale è stato riprodotto un vero e proprio cantiere, una gru e nastri trasportatori aiuteranno i piccoli muratori, vestiti con elmetto e pettorina, a realizzare la loro casa con finti mattoni. L’attrattiva che ci ha davvero conquistato è stata quella posta all’ultimo piano, allestita in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea: la simulazione di un volo spaziale. Un ascensore conduce i visitatori a circa 150 mt di profondità, da qui verrà simulato il lancio. Nella navicella spaziale non sono ammesse più di 3 persone, ovviamente legate, strumentazione, rumori e vibrazioni sono del tutto simili a quelli provati dagli astronauti professionisti durante il lancio. L’accesso alla navicella è preceduto da un video e dalla presentazione di una guida, in lingua inglese, relativa alle abitudini (come dormono, cosa mangiano) degli astronauti.
Jacopo ancora oggi ricorda con un sorriso le sensazioni provate, io un po’ meno perché da mamma “fifona” ho tenuto gli occhi serrati per la maggior parte del lancio… Dopo un pranzo veloce, che può essere piacevolmente consumato sui tavolini all’aperto nel bar del museo, abbiamo deciso di noleggiare un riscio’ per visitare gli ampi spazi esterni al museo, ricchi di specchi d’acqua e di verde. Un po’ nostalgici della nostra cucina, abbiamo concluso la serata in uno dei tanti ristoranti italiani, unico neo negativo è l’orario di inizio cena, bisogna tener presente, infatti, soprattutto se si hanno dei bambini, che la cucina, in genere, non apre prima delle 20.00/20.30.

Valencia con i bambini museo scienza

4° GIORNO: BIOPARC, GIARDINI DI TURIA, VIAGGIO DI RIENTRO

Lo abbiamo tenuto per l’ultimo giorno, quasi come se fosse il premio di consolazione prima dell’amaro, doveroso rientro, parliamo del Bioparc di Valencia, un giardino zoologico che ha preso il posto del vecchio zoo di Valencia. Il parco è situato all’estremità nord dei giardini di Turia, di cui Vi parleremo in seguito. E’ facilmente raggiungibile con il metro più una piccola passeggiata a piedi.
Dicevamo che ha sostituito il vecchio zoo di Valencia soprattutto dal punto di vista della concezione: le barriere di divisione tra spettatore ed animali sono, infatti, ridotte al minimo. Alcune specie sono osservabili da molto vicino. La sensazione è quella di essere parte dell’habitat degli animali, habitat che sono stati perfettamente ricostruiti.
Il parco è suddiviso in diversi ambienti: per primo si incontra il Madagascar, segue il bosco equatoriale, gli ambienti umidi e la savana. A seconda degli ambienti vengono, ovviamente, ospitate specie diverse, 56 per l’esattezza.
Al centro del parco c’è un anfiteatro in cui, ad orari prestabiliti, si può assistere ad alcuni spettacoli con gli animali. Noi abbiamo assistito ad un bellissimo spettacolo con i rapaci.
Difficilmente dimenticheremo il pranzo consumato al bar con “vista giraffe” ed i simpaticissimi lemuri, osservati davvero da vicino ed i gorilla. Rientrando in appartamento abbiamo passeggiato lungo i giardini di Turia che occupano quello che, una volta, era il letto del fiume Turia, fatto deviare per aver provocato delle inondazioni alla città.
Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla manutenzione e cura del verde, delle grandi aree sportive a disposizione di tutti: campi da basket, calcio, possibilità di fare running, pista di atletica. Giardini da guardare, perché sono un vero spettacolo soprattutto quando sono in fiore, ma anche da vivere.

valencia-con-i-bambini-bioparco

Rientriamo a casa, in serata il nostro volo ci riporterà in Italia.
Le nostre valigie presto si svuoteranno, ma non il bagaglio che ci portiamo dentro, quello no: è il bagaglio delle esperienze condivise, dei nuovi luoghi, delle nuove persone incontrate, dei nuovi sapori, il bagaglio dei ricordi che s’incrementa di viaggio in viaggio.

UNA DRITTA: Se siete alla ricerca di info sulla città di Valencia date un occhio a questo blog, VisitareValencia.com troverete tante dritte davvero utili (www.visitarevalencia.com).

 

FOTO d’apertura per Valencia con i bambini: Valencia di Irene Grassi.

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